E’ sempre un’esperienza funambolica ascoltare la voce di Luisa Cottifogli e cercare di darle una connotazione stilistica ben definita: i suoi timbri sono cangianti, il suo stile assolutamente trasversale ai generi. E questo perchè lei usa la voce come fosse uno strumento e questo ti rapisce, ti trasporta e non ti lascia indifferente.

Una cosa è certa, il suo coraggio artistico, il suo “osare”, la sua immensa cultura, versatilità esensibilità musicale, fanno di lei un vero e proprio patrimonio artistico, che va promosso e diffuso.

Trentina di nascita, emiliana di formazione accademica, l’ abbiamo conosciuta e ascoltata in sperimentazioni jazz con I Quintorigo (nel progetto dedicato a Mingus); le abbiamo visto celebrare la tradizione italiana con Bella Ciao (accanto a Riccardo Tesi, Lucilla Galeazzi, Elena Ledda), quella provenzale-progressive con Marlevar, quella arabo-progressive con “Metissage”, progettograzie al quale, nel 1996 Luisa incontra Gabriele Bombardini.

E da allora nasce un sodalizio artistico con il raffinato chitarrista, co-produttore, tra l’altro, insieme alla Cottifogli, dei progetti : “Aiò Nenè” progetto nato in Italia, sviluppato in India, e con le video-installazioni di GianLuca Beccari, si trasforma in un monologo musicale “Anita dei due mondi” , prodotto da Ravenna Festival, con la regia di Vetrano e Randisi. E infine, il progetto diventa album col titolo di “Anita”.

Cottifogli e Bombardini hanno anche presentano da anni la Romagna incantata, nel progetto “Rumì”,(Premio Imola in Musica e nomination al Premio Tenco) nato da testi tradizionali e poetici in vernacolo, in collaborazione con il video artista Andrea Bernabini.

E infine, da questo sodalizio tra, ancora, è nato l’ultimo album dell’artista trentina, “Come un albero d’inverno” , rilasciato da Visage Music.

'Luisa Cottifogli'

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