La ricerca che Zanchini persegue da tanti anni veste la fisarmonica di un abito insolito e personale dove vengono esaltate le possibilità timbrico-espressive dello strumento al di là di ogni genere o stile. Ai momenti di improvvisazione estemporanea si alternano composizioni originali dello stesso Zanchini e brani di grandi compositori quali: George Gershwin, Charlie Parker, Duke Ellington, Astor Piazzolla, il tutto magistralmente miscelato da un flusso creativo-improvvisativo continuo e sempre ispirato. “Sono sempre stato convinto che certi ronzii sonori che albergano nel nostro cervello sono solo nostri, magnificamente unici, trasmettibili solo attraverso le emozioni dell’improvvisazione e percepibili soltanto se si è armati di una buona “disponibilità”. Viviamo in un’epoca che sembra avere particolarmente bisogno di linguaggi riconosciuti e riconoscibili e di coloro che io chiamo riproduttori di stili. ecco!…questo affrancarsi dal codice è il tentativo coraggioso e qualche volta rischioso di questo Solo. Un lavoro per di più espresso con la fisarmonica, strumento tra i più connotati e fortemente radicati nella musica riconoscibile.

'Simone Zanchini'

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