13 Agosto 2021 · ore 21:15
Chiesa Stella Maris, Milano Marittima Italia

Marco Ambrosini e Eva-Maria Rusche

Alfedans (Danza degli Elfi) Ingresso gratuito

ALFEDANS (danza degli Elfi) nasce grazie ad una simbiosi insolita ma estremamente convincente fra due strumenti: La nyckelharpa (viola d’amore a chiavi),  che è sopravvissuta in Svezia dal Rinascimento ai giorni nostri e che nel frattempo è divenuta parte essenziale della vita musicale scandinava, dispiega la sua affascinante sonorità grazie al suo brillante spettro armonico e ad una profondità timbrica meravigliosamente calda dovuta anche alle numerose corde simpatiche insieme ad un un organo sinfonico che, con la sua ricca tavolozza sonora, entra in perfetta connessione con la prima. Tramite l’incontro di questi due strumenti vorremmo poter invitare l’ascoltatore ad un viaggio sonoro di ispirazione nordica sulle orme del compositore Edvard Grieg, ricco di stati d’animo impressionistici, di commovente romanticismo e di melodie travolgenti e seducenti del folk scandinavo. In considerazione delle innumerevoli canzoni e danze popolari nordiche che il compositore ha utilizzato, sia esplicitamente che implicitamente, nella sua musica, potrebbe essere fin troppo facile identificarlo come il compositore norvegese per eccellenza. Tuttavia ciò risulterebbe riduttivo ed ingiusto proprio nei suoi confronti, pare che lo stesso Grieg si sia sentito, troppo spesso, incompreso dai suoi stessi estimatori preferendo essere considerato un artista “cosmopolita”. Per tutta la vita è stato attratto dai centri culturali d’Europa: a Lipsia, Copenaghen o in Italia. Apprezzava l’ispirazione musicale di suoi predecessori quali Schumann o Wagner e lo scambio di idee con colleghi come Liszt e Brahms. Grieg ha interiorizzato a modo suo il tipico stile romantico tedesco, cercando ripetutamente l’accesso diretto a un’immediata espressione emotiva. È stato, a intervalli regolari, attratto dalla solitudine della natura e dal paesaggio travolgente della Norvegia, che lo hanno aiutato a superare le crisi e le pause creative della sua vita. Le lunghe escursioni in montagna hanno stabilizzato la sua salute mentale e fisica. Grieg trascorreva i mesi estivi a Lofthus sull’Hardangerfjord (e successivamente nella sua casa a Troldhaugen vicino a Bergen), dove ha dato vita a  gran parte delle sue composizioni più importanti, come le Danze norvegesi op. 35 (Norwegische Tänze). Scritte nel 1880 originariamente per pianoforte a quattro mani, vennero successivamente arrangiate dallo stesso compositore per un solo esecutore, rimanendo comunque disposto ad accettare ulteriori revisioni: solo un anno dopo la pubblicazione  delle versione originale, Robert Henriques scrisse una versione orchestrale della quale Grieg fu molto soddisfatto e dieci anni dopo Hans Sitt ne scrisse un’altra per le Edizioni Peters. È soprattutto con i suoi Pezzi lirici (Lyrische Stücke) che Grieg riscuote successo grazie all’editore di Lipsia: i 66 pezzi, che sono stati creati come una sorta di diario durante tutto il suo periodo creativo, vengono venduti, parole testuali dell’editore, come “panini caldi”. Peters continua ad incoraggiarlo in modo da continuare la serie con il titolo inventato dallo stesso Grieg – alla fine vedono la luce 10 album di canzoni nelle quali esprime i suoi sentimenti in un modo facilmente accessibile al un vasto pubblico ma, nello stesso tempo, molto intimo e privato. Edward ottiene riconoscimenti in tutta Europa non solo come compositore ma anche come concertista, esibendosi per lo più con sua moglie e cugina Nina Hagerup, una famosa cantante. La maggior parte die Lieder furono probabilmente scritti per lei o comunque relazionati alla sua persona: “Jeg elsker dig” (“Ti amo”) divenne uno delle sue canzoni più famose. L’accrescere della Norvegia nella fiducia in se stessa come nazione indipendente, sviluppatasi gradualmente durante il XIX secolo, si riflette nel fiorente e accresciuto interesse per il proprio patrimonio popolare tradizionale come le saghe, i balli, le canzoni e l’arte popolare. Come in altre regioni d’Europa, sono state trascritte, proprio in questo periodo, svariate raccolte di brani popolari che in precedenza erano state tramandati solo oralmente, come la raccolta Ældre og nyere Fjeldmelodier pubblicata da Ludvig Mathias Lindeman tra il 1853 ed il1867, dalla quale Grieg ha preso diversi spunti ed elementi, come, ad esempio, per un brano molto noto in Norvegia, la Ballade op.24 per pianoforte. Grieg la scrisse mosso dalla forte emozione provocata dalla morte di entrambi i genitori nell’inverno 1875/76 e  la concepì come una serie di variazioni, cosa abbastanza atipica per il suo genere. L’autografo si intitola Capriccio (Ballade) / over en norsk fjeldmelodi / i form af variation. Quando gli venne chiesto da un suo amico, il pianista Percy Grainger, perché non avesse indicato l’origine specifica della melodia (le cui radici possono essere ricondotte al XVI secolo),  come nota a piè di pagina nella sua composizione, Edward rispose che l’atmosfera di questa vecchia canzone da osteria era troppo diversa da quello della sua ballata. Il suo approccio a questa canzone popolare non è quello di un musicologo, ma quello di un romantico. Già dal primo momento, quando vengono presentate la melodia e la linea cromatica del basso, l’ascoltatore viene rapito nel proprio mondo interiore e, attraverso le seguenti variazioni, vive lui stesso all’interno di una narrazione musicale fortemente carica di emotività. L’uso delle melodie popolari che fa Grieg non è mai fine a se stesso: secondo le sue stesse affermazioni, ciò che lui ricerca come artista moderno è l’Universale, che a sua volta si manifesta nell’Individuale, che a sua volta finisce nel tradursi nel Nazionale. Gli elementi della musica folk non si riflettono solo negli elementi ritmici o melodici, ma vengono utilizzati come ispirazione anche per la struttura armonica delle sue composizioni: il risultato è un assetto molto specifico e caratteristico che supera la pura armonia funzionale e non serve più principalmente alla coesione strutturale, ma sussiste piuttosto come mezzo per creare colori e stati d’animo ed ha, in questo senso, un effetto impressionistico. La musica di Grieg si è sempre prestata a venire trascritta per le più svariate formazioni. Tuttavia, la combinazione che possiamo ascoltare in questa registrazione, la nyckelharpa insieme all’organo Winterhalter di Costanza, è completamente nuova: le quasi infinite possibilità di combinazione dei registri di questo organo con la sua disposizione molto innovativa fanno brillare di una luce completamente nuova anche le composizioni per pianoforte di Grieg: un confronto fra le nostre trascrizioni e le versioni originali per pianoforte è certamente doveroso ed emozionante: anche se la componente pianistica originale passa in secondo piano, i brani acquisiscono una dimensione orchestrale completamente nuova. L’effetto orchestrale dell’organo sinfonico, la sua enorme potenza sonora hanno ispirato l’uso della nyckelharpa al posto del hardingfele, il violino tradizionale norvegese, anch’esso dotato di corde simpatiche, non solo per la sua sonorità, ma anche per la differente estensione dei due strumenti della tradizione scandinava. Il suono della nyckelharpa, ricco di armonici, si combina con quello dell’organo per formare un ampio suono sinfonico complessivo, che, grazie alla struttura del duo, offre anche gli aspetti di flessibilità della musica da camera e di esecuzione differenziata del rubato. Per adattare le opere di Grieg a questi due strumenti è stato necessario un ampio lavoro preparatorio sulla trascrizione e gli arrangiamenti, accompagnato da numerose prove sul campo effettuate in vari concerti. Il risultato è un suono complessivo molto insolito e, sotto ogni aspetto, nuovo, con un’interpretazione che differisce dall’originale e da tutte le precedenti. Ci auguriamo che il nostro lavoro coinvolga gli amanti della musica di Grieg così come ha entusiasmato noi che abbiamo voluto con questa registrazione rendere omaggio alla sua musica immortale.

Il programma

  • ore 21,15
    Concerto

In collaborazione con

Il nuovo progetto discografico:

Il luogo

Chiesa Stella Maris

via III Traversa
48015 Milano Marittima (Italia)

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