SALSEDINE. Musiche di gente davanti al mare – Giorno 1

22 Ago 2024 h 20:30
Cinema Teatro Arena Verdi, Piazza Antonio Fratti, Forlimpopoli (FC)

20:30

DETTORI & MORETTI
Voce, Chitarra e Arpa Elettrica

21:30

Cumpagnia di musica siciliana
UNAVANTATULA

Pietro Cernuto Zampogna a paro, Friscaletto, Voce, Percussioni
Francesco Salvadore Voce, Percussioni
Carmelo Cacciola Lauto cretese e Voce radicale
Luca Centamore Chitarre
Arnaldo Vacca Tamburi a cornice


L’evento

DETTORI & MORETTI

Due musicisti di grandissima qualità vengono riconosciuti e premiati per la loro attività dalla Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli e porteranno sul palco, in occasione della consegna del Premio speciale Scuola di Musica Popolare 2024, un saggio delle loro capacità performative.

Beppe Dettori e Raoul Moretti collaborano da oltre 10 anni, prima in progetti che variano dal repertorio pop cantautorale a quello folk legato alle radici sarde del cantante, fino a creare, negli ultimi anni, un duo caratterizzato da un sound assolutamente originale, basato su voce, chitarra, arpa elettrica con live electronics.
Da qui la sperimentazione nell’ambito della world music, unendo le suggestioni del folk alla canzone d’autore, il progressive alla musica elettronica, con l’utilizzo di varie lingue minoritarie, in prevalenza dalla Sardegna. La vocalità come strumento e l’uso di tecniche non convenzionali per l’arpa arricchiscono il caleidoscopio di colori del duo.


UNAVANTATULA

Carmelo Cacciola, Luca Centamore, Pietro Cernuto, Francesco Salvadore e Arnaldo Vacca: cinque musicisti, fra cui tre autori ed altrettanti cantanti, che funzionano come un organismo collettivo, detonatore di creatività, sentimento, emozioni, lirismo e passionalità.

A quasi vent’anni dal suo esordio e a dieci dall’ultimo lavoro in studio, la band di world-music isolana ritorna con un album che, pur non smarrendo le peculiarità del sound che l’ha fatta apprezzare il Italia e all’estero, compie un passo ancor più deciso in direzione più contaminata e contemporanea.

Nella temperie di quest’epoca, la Cumpagnia di Musica Siciliana non si sottrae a dire la propria e fornire il proprio punto di vista, un po’ apolide un po’ identitario, su ciò che viviamo.
Lo fa partendo dalla propria appartenenza e con le metafore più tipiche della propria cultura, approdando a una koinè musicale che si propone di essere universale: così dipingendo lo scenario onirico de L’Eco di Stromboli, epico e straordinario come solo il mare delle Eolie può essere, o nella scrittura apparentemente di maniera di Vurria Essiri, squarciata da un urlo straziante di contemporanea consapevolezza; lo fa alternando l’intimismo e il dialogo interiore di Scuta a Mia e l’irruenza programmatica di Cantu Siculu, producendo immagini sapientemente variegate fra passato, presente e futuro, come in Mi n’Annai, in Kukla Za o in Senza Paroli; declinando Eros e Thanatos come in Stidda Disiata e in Oh Nici (non per nulla unico brano tradizionale del disco); e infine ritorna alla radice della propria ispirazione identitaria, come in Mia Pace, un brano che è un paesaggio sonoro dal sapore degli agrumeti che dolcemente raggiungono la costa.

FAQ

Risposta lunga etc…