Di e con CCN/Aterballetto
Immaginate di camminare tra le navate di un museo o tra i resti di un’area archeologica. Ma al posto delle statue, a pochi centimetri dal vostro sguardo, ci sono corpi che vibrano. MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.
Sono frammenti di sei o otto minuti, schegge di bellezza concepite da coreografi internazionali per spazi minuscoli. Non c’è più una poltrona numerata a separarvi dall’interprete; c’è un continuum emotivo in cui chi guarda e chi è guardato respirano insieme.
Dalla storica Fonderia di Reggio Emilia — dove un tempo si fondeva il metallo e oggi si plasma la creatività — i sedici danzatori della compagnia portano questa esperienza nomade e raffinata nei luoghi del nostro patrimonio. È un invito a perdersi in una successione di micro-mondi, dove la tecnologia digitale e il gesto atletico si fondono per riscrivere i canoni del virtuosismo.
Un viaggio dove non si è semplici spettatori, ma testimoni silenziosi di un’arte che accade, qui e ora, a un soffio da noi.
COREOGRAFIA DI PHILIPPE KRATZ
SOUND DESIGNER TOMMASO MICHELINI
DURATA 10 MINUTI / DUE DANZATORI
Probabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri, quanto piccoli e limitati, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia, di sogni e promesse, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale.
Sul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti, ispirate da scoperte, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze, tragedie insopportabili e straordinari incontri.
Quelle onde hanno attraversato la storia, sono sempre state occasioni di partenze, incontri e abbandoni.
Guerre e conoscenze lo attraversano da sempre.
Guardando il fluire del movimento di un danzatore, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza.
È partendo da queste suggestioni che Philippe Kratz ha costruito un duetto per il CCN / Aterballetto, che considera la sua prima casa. Vi ha lavorato per anni, come danzatore e coreografo, prima di intraprendere da coreografo una carriera internazionale, che lo ha portato proprio quest’anno al debutto scaligero.
Sua è una delle creazioni più preziose del repertorio di Aterballetto, il duetto “O”. Ma sono ormai molte le coreografie da lui firmate, in Italia e all’estero.
Coreografia DIEGO TORTELLI
Costumi DIEGO TORTELLI
Realizzazione costumi NUVIA VALESTRI
Musica ATOM TM, SON LUX
2 Danzatori
Durata: 6’
Un GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci.
In “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile, le vibrazioni e l’intensità della band.
In questa nuova MicroDanza voglio utilizzare i 2 danzatori per toccare da vicino lo sguardo del pubblico, come se fosse una piccola sorpresa in un contesto dove una performance era inaspettata, una piccola “Gig”. Con il suono della musica i due ballerini si muovono sopra un testo che dice “easy” diventando essi stessi voce spezzata e strumenti glamour di seduzione.
Coreografia FRANCESCA LATTUADA
Musica LUDWIG VAN BEETHOVEN (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi BRUNO FATALOT
1 Danzatore – Durata 5’
Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.
Una danza im-mobile.
Im-mobilità dell’albero secolare.
Movimenti sottili, invisibili all’occhio nudo.
Il sangue che cola nelle vene, il cuore che pulsa.
Una danza sensualmente funebre.
Ostinato Amoroso.
Una danza che celebra un incessante, inesorabile, ineluttabile scorrere della
Vita.
Connubio tra solennità e semplicità.
«La semplicità è complessità risolta.» Constantin Brancusi
COREOGRAFIA DI ANTONELLA BERTONI
MUSICA KLEINTIERSCHAUKEL – KIDZ OF TIBET (FEAT. BADAU)
UNA PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
DURATA 10 MINUTI / UNA DANZATRICE
Dove siamo?
È in genere la prima domanda che mi faccio quando compongo: lo spazio è determinante.
Qui, la sua riduzione diventa metafora di un presente che, nel suo sembrarci permanente, assottiglia l’orizzonte e restringe i confini. Nella brevità della MicroDanza e nel suo spazio ristretto, il senso primo dell’azione sta nel corpo di Emiliana e Matilde, in movimento: nulla di più e tutta la moltitudine di questo.
Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta.
È terra piccola, oggi.
Grazie a Emiliana Campo e Matilde Di Ciolo che mi hanno fatto spazio; chi è il modello, chi la copia? Due anime diversissime eppur identiche qui, conciliate nella presenza e nella sapienza del loro corpo di struggente sapienza e bellezza. *
(Antonella Bertoni)
🎟️🍷 Biglietteria aperta dalle 19:00
🚪 Apertura cancelli alle 20:00 — arriva in anticipo e goditi l’atmosfera
✨ Opening con gli EJENT alle 20:45
🎭 L’evento si svolge in un luogo davvero speciale: il Teatro Arena, costruito tra il 1933 e il 1935 a sud del centro storico. Oggi è un suggestivo spazio all’aperto che ospita concerti e proiezioni estive, incorniciato dal fascino architettonico degli anni Trenta.
🏛️ L’arena e la sua torre scenica sono state oggetto di un attento restauro conservativo, che ha restituito alla città uno spazio culturale unico, mantenendo intatto il suo carattere originale.
🚶♀️ Prima o dopo lo spettacolo, approfittane per fare due passi nel centro storico di Castel San Pietro Terme: un piccolo gioiello tutto da scoprire.
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