EmiRo Band
Tiziana Andreoli Voce e chitarra
Barbara Baldini A più voci
Stefano Linari Fisarmonica e Organetto
Marco Cesare Chitarra
Una formazione tipicamente emiliana presenta un piccolo viaggio alla scoperta dei luoghi d’origine delle musiche, dei balli e dei canti popolari dell’Emilia-Romagna, la terra dell’arte dei suoni, il cui patrimonio musicale ha segnato e impreziosito la storia della cultura della regione. Un progetto che racconta questo territorio e la sua tradizione, tra passato e presente, attraverso le indimenticabili melodie che spaziano dalla musica folkloristica al pop-rock e che ancora invitano a ballare e sognare.
Entroterre Festival fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
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Di e con Donatella Allegro
Sonorizzazione in live set di Stefano D’Arcangelo
Voci fuori campo di Jadel Andreetto, Jessica Mazzetti
Le testimonianze di Noella Bardolesi, Giuseppe Daini, Gianni Dal Monte, Salvatore Fais, Romeo Zazzaroni sono tratte dal documentario
“OGR-Le Officine della Memoria: storia di lavoro, amianto e lotte per la salute”.
Con la collaborazione di: Andrea Caselli, Silvano De Matteo, Giovannino Albanese, Elia Dal Maso
Dal 1908 al 2018, negli stabilimenti di via Casarini, sono state attive le Officine Grandi Riparazioni. Qui per decenni – passando attraverso due guerre mondiali, l’occupazione, la Resistenza, la ricostruzione del paese – operai e artigiani arrivati dalla città o da paesi lontani montavano e riparavano i treni. Lo facevano con le loro mani, lo facevano con maestria, lo facevano con la passione di chi nel lavoro forgiava se stesso e un paese che cambiava volto. Finché, alla fine degli anni Settanta, non si è capito che qualcosa di grave stava succedendo: un killer silenzioso colpiva tra quelle mura, nell’indifferenza di chi sapeva e non voleva dire. Quel killer si chiamava amianto ed era ovunque, non solo nelle OGR e non solo a Bologna. Ed è giunto allora il tempo di altre riparazioni: il tempo di riparare i corpi, la fabbrica, le ferite, i torti; il tempo della lotta.
Quella delle OGR di Bologna non è solo una storia del passato e non è solo una vicenda di dolore e sconfitte: è anche e soprattutto una storia di lavoratori, di mobilitazione e di determinazione per conquistare la sicurezza sul lavoro e la sicurezza ambientale, una lotta che nelle OGR raggiunge il suo culmine nel passaggio tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del secolo scorso e che oggi non possiamo considerare sorpassata né del tutto vinta. Lo spettacolo ripercorre i passaggi fondamentali di questo luogo e di quegli anni, ne fa storia e musica, per trasmettere il testimone della memoria e per affermare con forza che il lavoro non deve più uccidere.
Altre Riparazioni ha debuttato il 5 ottobre 2022 nell’ambito della rassegna “CulturalMente per la memoria” in Bologna Estate, in collaborazione per la parte documentaria e le fonti d’archivio con AfeVA Emilia Romagna, patrocinato e finanziato dal Comune di Bologna e dalla Fondazione di Innovazione Urbana.
Entroterre Festival fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
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Guglielmo Pagnozzi sax soprano
Filippo Cassanelli contrabbasso
Andrea Grillini batteria
Un trio legato da una particolare affinità elettiva, dove la lirica intensità del suono acustico si combina con una personalissima vena improvvisativa. Un concerto che esplora il linguaggio e il repertorio jazzistico con particolare attenzione alla musica di Charles Mingus, Thelonious Monk e John Coltrane, esprimendo una forte intensità emotiva in una forma pura ed essenziale.
Entroterre Festival fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
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MICROBAND
Luca Domenicali e Danilo Maggio
Forti di una ormai quarantennale esperienza, Luca Domenicali e Danilo Maggio continuano a sfornare spettacoli di comicità in musica di fortissimo impatto.
Con un repertorio che intreccia immemorabili arie d’opera, balli folkloristici e riconoscibilissime colonne sonore, da Puccini ai Queens, sono pronti a una serata letteralmente mozzafiato.
O mio babbino caro (Gianni Schicchi), Giacomo Puccini
Luft auf der G-Seite, Johann Sebastian Bach
L’amour est un oiseau rebelle (Carmen), Georges Bizet
The Typewriter, Leroy Anderson
Un bel dì vedremo (Madama Butterfly), Giacomo Puccini
Something, Lennon/Mac Cartney
Simphonie nr.5 (ouv.), L.Van Beethoven
Che gelida manina (La Bohème), Giacomo Puccini
Guglielmo Tell (ouv.), Gioacchino Rossini
Sarabande, G.F. Haendel
E lucevan le stelle (Tosca), Giacomo Puccini
We will Rock you, Brian May (Queen)
Vissi d’arte (Tosca), Giacomo Puccini
Czarda, Vincenzo Monti
Radetzki March, R.Strauss
Silvia, Pizzicato, Leo Delibes
Duello finale, Ennio Morricone
Nessun dorma (Turandot), Giacomo Puccini
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Ensemble Virtuoso & Belcanto Festival
a cura di Jan Bjøranger
Un concerto dedicato a Vivaldi e alle sue Quattro Stagioni, che compiono quest’anno 300 anni, nell’interpretazione di Jan Bjøranger.
Una serata realizzata in collaborazione con il Virtuoso & Belcanto Festival diretto dal leggendario pianista Alfred Brendel, il cui indirizzo artistico – espressione di una riflessione musicale di oltre 50 anni di carriera- mette al centro la flessibilità, nel rispetto delle intenzioni del compositore e delle esigenze di ogni opera – ponendo l’accento sull’originalità, la veracità di esecuzioni che non sempre, quando improntate a criteri esclusivamente filologici, sono sempre migliori. L’interpretazione musicale, infatti, non può essere risolta con ricette fisse, ma richiede un approccio fresco e senza pregiudizi per ogni frase e nota, riflettendo la ricchezza inesauribile della grande musica.
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Antonio Galanti Organo
Sara Galanti Viola
Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Sonata in do maggiore igh 543 (**)
Adagio
Allegro
Adagio
Allegro
César Franck (1822-1890)
L’Organiste (re maggiore e re minore) (*)
Quasi allegro (1)
Ottorino Respighi (1879-1936)
Aria p 31/6 (**)
César Franck
L’Organiste (*)
Très lent (2)
Quasi andante (3)
Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788)
Sonata in sol minore wq 88 (**)
Allegro moderato
Larghetto
Allegro assai
César Franck
L’Organiste (*)
Andantino (4)
Maestoso (5)
Giacomo Puccini (1858-1924)
Requiem (**)
(in occasione del centenario della morte)
César Franck
L’Organiste (*)
Maestoso (6)
Johann Nepomuk Hummel (1778-1837)
Fantasia op. 94 (**)
Andante grave
Andante con moto
Allegro non troppo
Sara Galanti, violista e violinista, nasce nel 1999. Nel 2018 ottiene il diploma in Violino all’ISSM di Livorno, nel 2019 in Viola al Conservatorio di Perugia, col massimo dei voti, e nel 2022 il diploma accademico di secondo livello in Musica da Camera al Conservatorio di Firenze, con lode. Si perfeziona in violino e viola con M. Fornaciari e in viola con D. Rossi, all’Accademia “Perosi” di Biella, conseguendo nel 2023 il Diploma accademico di alto perfezionamento. È premiata come solista in concorsi nazionali e internazionali: Matera 2020 (Primo premio), Firenze 2020 (Premio speciale miglior violista), Sarzana 2021 (Primo premio assoluto), Massa 2022 (Primo premio), Wembley 2023 (Gold Prize). Collabora con l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno e con l’Orchestra Archè del Teatro Verdi di Pisa. Dal 2019 insegna Violino alla Scuola di Musica “Mabellini” di Pistoia e dal 2023 all’Accademia della Musica “Geminiani” di Altopascio e alla Scuola Secondaria “Toniolo” di Pisa. È autrice della monografia Dove le parole finiscono. Alda Merini e Federico Gozzelino. Storie di poesia e musica (Melville, Siena 2017).
Antonio Galanti, pianista e compositore, organista e pubblicista, studia al Conservatorio di Firenze con G. Sacchetti, C. Prosperi e M. Mochi. Si diploma in Composizione, Strumentazione per banda, Musica corale e direzione di coro, Organo e Pianoforte, con lode. All’Università di Pisa consegue la laurea magistrale in Lettere, con lode, con tesi in Storia della musica. Ottiene il Primo premio al VII Concours Suisse de l’Orgue, Svizzera, il Primo premio al XXXI Festival Musica Antiqua, Belgio, e il Terzo premio al XVIII International Edvard Grieg Competition for Composers, Norvegia. Dopo la docenza di Organo e composizione organistica nei conservatori di Avellino, Cosenza, Udine e Sassari e Armonia contrappunto fuga e composizione al Conservatorio di Alessandria, dal 2017 è titolare di Composizione al Conservatorio di Firenze. Suona in Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Malta, Belgio, Regno Unito, Germania, Polonia, Ucraina e Giordania. Pubblica cd, saggi, monografie, edizioni critiche e proprie composizioni. Cura la rubrica Recensioni musiche per il mensile «Suonare news».
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Michela Lombardi Voce
Piero Frassi Pianoforte
Dimitri Grechi Espinoza Sax
“Voci di Donna” raccoglie brani – dagli standard del jazz ai classici della bossanova, dal pop raffinato di Burt Bacharach e dei Beatles alle melodie di Carlo Alberto Rossi e Gino Paoli – legati a voci femminili che hanno particolarmente influenzato la cantante Michela Lombardi: da Ella Fitzgerald a Mina, da Sarah Vaughan a Ornella Vanoni, da Caterina Valente a Dionne Warwick, da Aretha Franklin a Rosa Passos.
Il sodalizio artistico tra la cantante versiliese Michela Lombardi e il pianista pisano Piero Frassi va avanti dal 1997: in questi decenni i due hanno pubblicato molti dischi insieme, in particolare i primi per l’etichetta Philology (“Small Day Tomorrow”, “Swingaholic”, “So April Hearted”, “Solitary Moon”), in seguito per Atlantis/Saifam (come il disco su Sting e quelli con il Nico Gori Swing 10tet), alternando le esibizioni in formazioni più ampie con i concerti in duo, nei quali si può apprezzare appieno l’intesa telepatica tra i due musicisti toscani, uniti dall’amore per le melodie cantabili, il timing ricco di inventiva e sorprese e la storia che sta dietro ogni canzone da raccontare. Nell’ultimo disco in cui collaborano, “Believe in Spring”, un tributo alla musica di Michel Legrand, ospite speciale è il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza, con il quale li lega una collaborazione ultradecennale, oltre al comune gusto per il lirismo nella scelta di temi e fraseggio e l’intensità poetica dell’esecuzione.
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20:30
CIUMA ADELE
Adele Delvecchio Violino
Stefano “Ciuma” Delvecchio Organetto
21:30
RADICANTO
Maria Giaquinto Canto e narrazione
Giuseppe De Trizio, Chitarra classica, arrangiamenti
Claudio Carboni, Sax soprano
Adolfo La Volpe, Chitarra elettrica
Giovanni Chiapparino, Fisarmonica
Francesco De Palma, Cajon, percussioni
Non vivono in riva al mare ma lo vedono all’orizzonte dalla loro casa sulle colline romagnole.
Adele e Ciuma, violino e organetto, propongono uno concerto con composizioni proprie e reinterpretazioni di brani della tradizione.
Lo spettacolo, un gioco alla ricerca di una mediazione tra la delicatezza e l’energia, con le dinamiche proprie dei due strumenti, reso magico dall’empatia di padre e figlia e dal desiderio di trasmettere l’amore e la passione per la musica.
La figura di Domenico Modugno è rimasta centrale nel panorama italiano della musica d’autore.
Il passare del tempo non ha scalfito la prorompente modernità del celebre cantante pugliese, anzi, soprattutto nell’ultimo decennio, Modugno è stato recuperato dalla nuova onda sonora legata al folk rock che ne ha rivendicato la discendenza.
Questo concerto (tratto dall’omonimo disco) intende contestualizzare l’arte di Domenico Modugno restituendola alla sua terra di provenienza e rendendola il perno intorno al quale costruire la nuova musica di questa parte di Puglia.
Suoni, storie, narrazioni che si sono riferite e ispirate alla tradizione millenaria del meridione d’Italia: una terra fatta di contatti, di emigrazione e di ospitalità, terra di lavoro, di memoria, di sguardi che attraversano i filari di alberi per finire nel mare.
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Quartetto del Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca
Gabriele Petriccioli 1° clarinetto
Luca Mannini 2° clarinetto
Daniele Merlo 3° clarinetto
Tommaso Andreotti Clarinetto basso
G. Puccini – arr. W. Farina
Scossa elettrica, Marcia Brillante
G. Puccini – arr. D. Marani
Crisantemi
G. Puccini – arr. D. Bussick
O mio babbino caro, da Gianni Schicchi
G. Puccini – arr. M. Di Lucchio
E lucevan le stelle, da Tosca
G. Puccini – trascr. M. Napoli
La tregenda, da Le Villi
P. Mascagni – trasc. D. Bussick
Intermezzo da Cavalleria Rusticana
G. Bizet – arr. D. S. Monje
Overture Carmen
G. Bizet – arr. M. Mazzini
Aragonaise da Carmen
F. Mendelssohn – arr. N. Baldeyrou
Romanza senza parole Op. 67 n.2
J. Brahms – arr. M. Mazzini
Danza Ungherese n.5
A. Cooke
Quartetto Concertante
G. Mattaliano
Luz
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Marco Amadei Pianoforte
Liliana Amadei Violino
Antonio Amadei Violoncello
Il Trio Amadei è composto dai tre fratelli Liliana, Antonio e Marco. Iniziati alla musica in giovane età dalla madre pianista, si sono avvalsi della scuola di grandi Maestri italiani e stranieri, da Chiarappa a Guarino, da Zejfart (Praga) a Ourivaev (Russia), i quali hanno favorito il confronto tra le diverse culture e permesso al Trio di raggiungere una personale scelta interpretativa.
In questa serata, presenteranno interessanti variazioni su tema di repertori classici, originali e di Fabrizio De Andrè.
Da sempre fautori della contaminazione della musica classica con altri generi e arti, dalla musica popolare al teatro, hanno collaborato con artisti di grande calibro e prodotto diversi spettacoli teatrali; da non dimenticare Le Disavventure di Pinocchio, favola musicale per Orchestra e Burattini rivolta al pubblico di tutte le età, di cui firmano anche le musiche originali.
Si ringraziano Sigma di Vianino, CML di Civa Silvano, Osteria delle Vigne.
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