ADRIEN MARCO in trio
Adrien Marco Voce e chitarra
Pippi Dimonte Contrabbasso
Tolga During Chitarra a due manici
Un viaggio nel cuore del jazz manouche, tra virtuosismo, emozione e swing contagioso.
Il chitarrista Adrien Marco, tra i più brillanti talenti della scena europea, arriva con il suo stile fulmineo e raffinato, affiancato da due musicisti d’eccezione: Tolga During, maestro della chitarra ritmica dal groove irresistibile, e Pippi Dimonte, contrabbassista dal tocco profondo e sensibile. Insieme daranno vita a un concerto carico di energia, poesia e complicità, interpretando i grandi classici del jazz manouche e i capolavori ispirati a Django Reinhardt.
Cento e Pieve di Cento: due anime, una sola identità
Scopri l’Entroterre Experience nel cuore dell’Emilia
🌉 Separati dal fiume Reno e da un confine provinciale, ma profondamente uniti da una storia condivisa: Cento e Pieve di Cento sono due volti dello stesso territorio, legati da una forte identità culturale e da una tradizione artistica che attraversa i secoli.
🎨 Il cuore di questo legame è il Guercino, celebre pittore barocco nato a Cento, le cui opere sono custodite in entrambe le località, testimoniando un patrimonio che va oltre i confini geografici.
🎻 A Pieve di Cento, la Scuola di Artigianato Artistico del Centopievese continua a far vivere l’arte della liuteria e di altri mestieri d’eccellenza. Un sapere arricchito dall’eredità di grandi maestri:
🎼 Luigi Mozzani (1869–1943), chitarrista e liutaio di fama internazionale
🎸 e soprattutto Mario Maccaferri (1900–1993), innovatore della chitarra acustica, nato a Cento e oggi celebrato come figura simbolo della Scuola.
🎨 In via straordinaria, la Scuola resterà aperta nelle serate della Rassegna, dalle 18:00 alle 22:00.
🌍 Cento e Pieve non sono solo luoghi da visitare: sono territori da ascoltare, da toccare, da vivere.
📍 Scopri i luoghi chiave di questo intreccio artistico e culturale:
👉 Consulta la mappa dei punti di interesse
Chi siamo
🎶 🎭 Fondazione Entroterre promuove la cultura come strumento di valorizzazione del territorio, creando percorsi di intrattenimento culturale unici che accostano l’amore per l’arte, la storia, il paesaggio, la gastronomia locale – in una parola, le eccellenze del nostro territorio – alla dimensione della performance dal vivo. Perché gli eventi di Entroterre non sono solo concerti, ma esperienze arricchenti, che uniscono. Entra nella nostra Community.
Entroterre Festival… Culture e territori in Festival!
Sono presenti posti riservati per permettere alle persone con disabilità di assistere allo spettacolo.
Per richiedere assistenza compilare il seguente form: https://wkf.ms/3C2YLfH
Ideazione e drammaturgia: Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi
Con: Andrea Mochi Sismondi
Regia, spazio scenico e progetto sonoro: Fiorenza Menni
Creazione musicale: Vincenzo Scorza
In voce: Anna Amadori, Massimiliano Briarava, Eugenia Delbue, Fiorenza Menni e Alessio Scorza
Comunicazione e progettualità: Tihana Maravic
Promozione e distribuzione: Marica Marenna
Amministrazione: Greta Fuzzi
Direzione tecnica: Giovanni Brunetto e Vincenzo Scorza
Design visivo: Diego Segatto
Riprese e montaggio video: Luca Rubertà
Una produzione Ateliersi
Nel futuro prossimo in cui è ambientato WE DID IT!, la figura in scena ci accompagna lungo i sentieri che ha percorso con i suoi contemporanei per superare alcune delle crisi che oggi compromettono la permanenza della vita sulla Terra.
Giocando sulle interferenze tra fatti realmente accaduti, possibilità attuabili ed esperienze finora solo concepibili, lo spettacolo si fa documentario ipotetico per sgretolare il Paradigma TINA (There Is No Alternative) condividendo scenari in cui le persone hanno sviluppato relazioni più armoniche tra loro e con le altre entità che vivono sul pianeta.
In un futuro tenuto in scacco dal presente, WE DID IT! attraversa i mutamenti nei quali siamo immersi, dagli sconvolgimenti climatici a quelli bellici, proponendo il racconto di alcuni processi che potrebbero germogliare evolvendo gli schemi culturali che sono alla base del nostro vivere attuale.
Nel tempo futuro di WE DID IT! i territori urbani sono più vivibili, gli insediamenti rurali hanno ripreso vita, le piantagioni e gli allevamenti intensivi sono stati reimmaginati a favore di luoghi di coltivazione più diffusi e sostenibili. Inserendosi in questo panorama, lo spettacolo viaggia su un furgone completamente elettrico che, oltre a garantire gli spostamenti della compagnia può produrre l’energia utile per far funzionare gli impianti scenotecnici tramite un sistema di pannelli solari. Ateliersi rinnova così l’antica tradizione del teatro viaggiante proponendo un’esperienza scenica che travalica i confini del tempo lineare e si apre a molteplici risonanze e possibilità immaginative.
Certo!
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Con
AMALIA
PRIMA ALBA
SOFIA DI VAIO
Donne in Blues, nota rassegna di concerti dedicata alle voci femminili più interessanti del panorama mondiale, incontra la musica emergente italiana.
Gli spettacoli sono realizzati in collaborazione con Totem Music Tour, rassegna di musica emergente itinerante e vera e propria vetrina a giovani artisti.
Le tre esibizioni di questa serata raccontano identità, trasformazione e ricerca.
AMALIA
Romana di origine, bolognese d’adozione, Amalia è una cantautrice soul-pop con influenze black e gospel. Dopo un periodo formativo in California e l’esperienza nei cori gospel, ha ritrovato la sua voce scrivendo in italiano. Con l’EP Pace Libera Tutti (2024) e la recente seconda parte Giocattoli Rotti (2025), Amalia esplora fragilità e rinascita con intensità e stile. È tra le artiste selezionate da Spotify per Equal Italia.
PRIMA ALBA
È un collettivo nato nel 2025 nella Milano multiculturale di frontiera. Dieci giovanissimi artisti che mescolano rap, elettronica e scrittura generazionale, dando vita a un progetto originale e potente. Legati all’etichetta indipendente Ad Astra Dischi, Prima Alba è un esperimento musicale in evoluzione, sincero e contemporaneo.
SOFIA DI VAIO
Giovanissima, ma con una voce già decisa e piena di sfumature, Sofia sta lavorando al suo primo EP all’interno degli iconici studi Fonoprint. Nei suoi live unisce brani originali e cover internazionali, dimostrando personalità e presenza scenica.
Certo!
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con
Maurizio Geri Swingtet
Maurizio Geri Voce e chitarra
Paolo Prosperini Chitarra
Giacomo Tosti Fisarmonica
Nicola Vernuccio Contrabbasso
Un viaggio travolgente tra le radici zingare, lo swing d’oltreoceano e la canzone d’autore italiana.
Tra ritmo, melodia e improvvisazione, nasce una fusione originale e coinvolgente: un ponte sonoro tra le rive del Mediterraneo e le rive della Senna, tra l’eleganza del jazz europeo e l’anima della musica popolare italiana. È in questo incrocio che prende forma l’alchimia dello Swingtet, una filologia che tende all’innovazione.
Con una carriera solida, una discografia ricca e una presenza costante sulla scena nazionale e internazionale, lo Swingtet è il punto di riferimento in Italia per lo swing-manouche. Unico gruppo italiano invitato a “Samois sur Seine”, il festival francese più importante dedicato a Django, lo Swingtet incarna la continuità di una tradizione musicale in continua evoluzione.
Per Maurizio Geri, questo progetto è il culmine di un percorso artistico intenso, fatto di incontri, studio e passione. Un percorso autentico, vissuto accanto ai musicisti manouche, imparando sul campo ma restando sempre fedele alle proprie radici. Così, la sua musica parla con la voce della tradizione e l’anima della creazione.
Le composizioni dello Swingtet raccontano tutto questo: libertà e rigore, radici e visione, in un mix irresistibile di jazz, ballo, improvvisazione e poesia. Un’immersione in un mondo fatto di storie, colori e suoni che sanno emozionare.
Cento e Pieve di Cento: due anime, una sola identità
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🌉 Separati dal fiume Reno e da un confine provinciale, ma profondamente uniti da una storia condivisa: Cento e Pieve di Cento sono due volti dello stesso territorio, legati da una forte identità culturale e da una tradizione artistica che attraversa i secoli.
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con
Giangiacomo Rosso Jazz Manouche Quartet
Giangiacomo Rosso Chitarra Solista
Manuel Baudino Chitarra Ritmica
Antonio Angelino Violino
Veronica Perego Contrabbasso
Tutto ebbe inizio dal fuoco di una roulotte. Un incendio, verso la fine degli anni ’20, che, invece di uccidere un giovane suonatore di banjo, gli consegnò diverse ustioni ed una nuova via per fare musica. Un dramma familiare, che portò Jean Reinhardt dalle ceneri di un campo rom ai grandi palcoscenici internazionali. Jean, da tutti conosciuto come “Django”, uscì da quell’inferno senza l’uso di una gamba, quella destra, e di due dita della mano sinitra. Sfidando il grave rischio di cancrena, decise di unire insieme il mignolo e l’anulare, formando così una sorta di improvvisato capotasto mobile.
Da lì in poi, la vita di questo chitarrista belga è storia. Grande esponente del jazz, introdusse nei canoni tradizionali le ritmate innovazioni proprie della musica gitana, dando vita, di fatto, al Jazz Manouche.
Questa la passione comune da cui è nato il Giangiacomo Rosso Jazz Manouche Quartet.
Quattro giovani musicisti, tutti provenienti da esperienze musicali diverse si incontrano con l’intento di intraprendere un percorso innovativo sulle orme dei loro maestri. Il loro repertorio include brani che partono dalla tradizione Manouche per arrivare fino alle più recenti evoluzioni, facendoci respirare un’atmosfera da anni trenta contagiata da elementi moderni, vividi, nuovi.
Cento e Pieve di Cento: due anime, una sola identità
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con
SILENCE DUO
Claudio Farinone Chitarra, chitarra baritona
Rosario Bonaccorso Contrabbasso
e il conduttore televisivo
Patrizio Roversi
Conduce Luca Damiani
Luca Damiani conduce un incontro fuori dal tempo con Mario Maccaferri, uno dei più brillanti liutai del Novecento, grazie alla formula dell’intervista impossibile. A dare voce e volto al celebre costruttore di strumenti è Patrizio Roversi, mentre la musica dal vivo di Claudio Farinone (chitarra, chitarra baritona) e Rosario Bonaccorso (contrabbasso), riuniti nel Silence Duo, restituisce atmosfere e suggestioni che attraversano un’intera epoca.
Attraverso documenti originali, dichiarazioni e interviste, prende forma la storia di un uomo nato a Cento e arrivato fino a New York, dove si è spento dopo aver rivoluzionato il mondo della liuteria. Un racconto ricco di sfumature, tra invenzione e passione, in cui la vita e l’opera di Maccaferri si intrecciano per rivelare la forza creativa di un pioniere che ha saputo lasciare un segno profondo nella storia della musica.
Cento e Pieve di Cento: due anime, una sola identità
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Con
PRIM
DDUMA
PIETRO MOTTA
TADDE
Entroterre Festival riapre le sue porte alla musica emergente, con nove serate dedicate a giovani musiciste ancora poco conosciute, ma dal talento smisurato.
Gli spettacoli sono realizzati in collaborazione con Totem Music Tour, rassegna di musica emergente itinerante e vera e propria vetrina a giovani artisti, pronti a farsi conoscere e incontrare il pubblico nella dimensione più autentica: quella del live.
A Budrio saliranno sul palco:
PRIM – Irene Pignatti, modenese classe ’99, ha conquistato l’attenzione della critica con il suo primo EP in italiano Luna in acquario ascendente sagittario, un concentrato di “pop triste” che parla alla sua generazione con delicatezza e profondità.
DDUMA – Al secolo Chiara Pizzi, cantautrice salentina con base a Milano, fonde introspezione e radici del sud in un universo sonoro personale e suggestivo. Sta lavorando al suo esordio discografico con Machweo e il team di Ad Astra Dischi.
PIETRO MOTTA – Riccionese, ex studente del Berklee College of Music, ha iniziato suonando per strada. Con brani come Pensaci se vuoi ha vinto premi e conquistato il pubblico. È in preparazione il suo primo album.
TADDE – Primo artista lanciato dall’etichetta Ad Astra, un cantautore che esplora sonorità elettroniche con testi ricchi di immagini. Dopo il singolo Tenebre, è in arrivo il suo primo EP.
Entra nella Community Entroterre: scopri l’Entroterre Experience
🍻🍸🍕🌮🥗 Alle 20:00 aprono i cancelli e l’area ristoro gestita da Fondazione Entroterre con un’ampia scelta di proposte, comprese opzioni vegetariane e vegane.
Ma prima di entrare nelle Torri, varrà la pena dare un’occhiata in giro e scoprire la cittadina di Budrio, le sue tradizioni, istituzioni e i suoi luoghi d’arte, veri e propri scrigni di conoscenza e di bellezza, alle porte di Bologna.
🏛️ Nel cuore di Budrio, la storia prende vita in modo unico: qui sopravvive l’eredità della Partecipanza Agraria, un’antica forma di gestione collettiva della terra nata nel Medioevo. Famiglie del posto si alternavano nella cura dei campi secondo regole condivise: un modello di comunità basato su solidarietà e condivisione.
🌳 Uno dei luoghi simbolo di questa tradizione è la tenuta “Boscosa”, per secoli custodita dalla Partecipanza e oggi di proprietà comunale.
🎨 L’anima di questa storia vive ancora tra le mura dell’antico Palazzo della Partecipanza, che oggi ospita la Pinacoteca Civica “Domenico Inzaghi”. Qui arte e memoria si intrecciano: tra dipinti, arredi originali e documenti d’archivio, scoprirai il volto più autentico di Budrio e della sua gente.
🌍 Le Partecipanze Agrarie, un tempo diffuse in tutta l’Emilia-Romagna, raccontano un’altra idea di territorio: condiviso, partecipato, solidale. Visitare la Pinacoteca significa entrare in contatto con questo patrimonio culturale unico.
👉 Scopri di più sulla Pinacoteca “D. Inzaghi” e pianifica la tua visita
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Con
George Mason University
Michelle Hodges, Ava Jack, Adam Lenahan Voci
Michael Huffman Tromba
MJ Carpenter Tromba e trombone
Jeremy Fagen Sassofono alto e baritono
Art Marin Sassofono tenore
Phillip Todd Vibrafono e voce
David O’Malley Chitarra
Ponenya Min Basso
Clay Cottis Batteria e percussioni
Dirige Dr. Shawn Purcell Chitarra
& Dr. Darden Purcell Voce
La Piazza del Molo di Trevignano Romano ospiterà un altro grande evento internazionale targato Entroterre Festival: il concerto del George Mason University Jazz Combo I, gruppo d’eccellenza formato da studenti universitari e post-laurea specializzati in jazz presso la prestigiosa George Mason University, in Virginia (USA).
Questa formazione si distingue per la qualità artistica e per la versatilità con cui affronta il repertorio jazzistico, coniugando fedeltà alla tradizione americana con aperture alla contemporaneità. Il Jazz Combo I propone infatti brani originali, arrangiamenti su misura e un sound moderno che riflette le influenze più attuali del panorama jazz.
Il gruppo si è esibito in contesti nazionali e internazionali di grande rilievo: dalla Kennedy Center Millennium Stage al Wolf Trap, fino ai palcoscenici internazionali come la Shanghai Concert Hall in Cina e l’Università di Trinidad e Tobago. Gli studenti della George Mason si sono distinti vincendo premi come il DownBeat Student Music Award e ottenendo riconoscimenti in ambito militare e accademico.Oltre alla straordinaria preparazione tecnica, i membri del Combo I sono coinvolti attivamente nella composizione e nella direzione artistica. La loro presenza al festival è una rara occasione per ascoltare da vicino giovani musicisti americani.
Un concerto che promette molta energia ed un suono autentico e in continua evoluzione col jazz d’oltreoceano.
Certo!
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Con
Jazzschool Berkeley Ensemble
Nate Eizen Sax alto
Jacob Egan Piano
Yoav Konig Basso acustico
Shane Ryan Batteria
Peter Horvath Direttore
Direttamente dalla California, arriva una delle formazioni più attese dell’Entroterre Festival 2025: nella Piazza del Molo di Trevignano Romano si esibirà la Jazzschool Berkeley Ensemble, quartetto formato da giovani talenti selezionati tra i migliori musicisti delle scuole superiori dell’area di San Francisco.
Guidato dal pianista e direttore Peter Horvath, il gruppo si distingue per l’energia, la maturità musicale e la varietà del repertorio, che spazia da brani originali a rivisitazioni dei grandi classici del jazz. Vincitori del prestigioso Downbeat Award, questi giovani artisti rappresentano l’eccellenza formativa di una delle più importanti istituzioni musicali americane.
La Jazzschool, con sede a Berkeley, è un punto di riferimento nella scena musicale della Bay Area e offre programmi formativi completi per tutte le età. Il Young Musicians Program, da cui nasce questo ensemble, propone un percorso intensivo per ragazzi dagli 11 ai 18 anni, in cui lo studio del jazz si affianca alla pratica di gruppo, alla teoria e all’improvvisazione, sotto la guida di musicisti di altissimo livello.
Il concerto rappresenta un’occasione unica per ascoltare giovani interpreti internazionali di straordinario livello tecnico e creativo, capaci di portare sul palco una freschezza rara unita a un rigore musicale sorprendente. Un momento speciale che conferma la vocazione internazionale dell’Entroterre Festival e il suo impegno nella promozione della musica come esperienza di crescita e incontro tra culture.
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Di e con
ALESSANDRO D’ALESSANDRO
Alessandro D’Alessandro è considerato uno dei più talentuosi e innovativi organettisti italiani ed europei. Originario del Lazio, ha trasformato l’organetto – tradizionalmente legato alla musica popolare – in uno strumento aperto al dialogo con mondi sonori diversi: dalla world music al jazz, dalla canzone d’autore alla sperimentazione elettronica.
Pioniere nell’applicazione dell’elettronica al suo strumento, ha sviluppato il progetto dell’“organetto preparato”, un originale sistema che combina suoni acustici, oggetti applicati direttamente allo strumento, effetti, loop e percussioni, dando vita a una voce orchestrale unica nel suo genere.
A Trevignano porta il suo primo disco solista Canzoni – per organetto preparato & elettronica, un percorso attraverso brani celebri rivisitati con il suo stile inconfondibile, tra improvvisazione e riscrittura. L’album, vincitore del Premio Loano 2021 e finalista alle Targhe Tenco, vede la partecipazione di numerosi ospiti come Elio, Joan Manuel Serrat, Musica Nuda, David Riondino, Sergio Cammariere, Neri Marcorè, Daniele Sepe e altri.
Nel suo concerto, l’organetto si trasforma in un laboratorio sonoro in continua evoluzione, capace di emozionare e sorprendere con una forza espressiva rara. Un’esperienza musicale intensa e fuori dagli schemi, che racchiude anni di ricerca e passione.
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